A distanza di poco tempo, il circolo di Como è testimone di un’altra “prima volta”.
Dopo il successo nel sociale di Davide Orsenigo, ecco il debutto di “campione” di Giovanni Liscio.
Già ho avuto modo di sottolineare alcune prerogative di questo Campionato Provinciale 2009 dalle pagine del sito del circolo comasco (e a cui vi rimando) dopo la conclusione del primo week end.
Considerazioni che sono state riconfermate con la seconda parte del torneo, sia nel vincitore, nome non nuovo fra i partecipanti ma nuovissimo per l’albo d’oro. Ma anche per la sorpresa che tanti elementi del torneo dovevano e hanno prodotto.
Così, se nell’insieme, fattori come il numero dei partecipanti, l’innesto di giocatori “alla prima volta”, il numero di juniores (7), il sentore che qualche nuovo avesse qualità già espresse e da confermare , hanno portato all’inevitabile exploit.
Questo exploit si chiama Gonella Daniele. E’ arrivato in zona medaglia (terzo) battendo all’ultimo turno il maestro Giampiero Rossi. Magari ad attento esame gli si deve pure il bucholz vincente di Liscio, ma questo calcolo lo lasciamo agli amanti di statistiche.
E’ di questa partita che vorrei raccontare un grazioso aneddoto da consegnare alla storia.
Come si conosce assai bene, la penna a biro non è strumento in dotazione nel corredo di uno scacchista. Esiste l’obbligo della segnatura delle mosse, ma questo strumento è considerato da tutti qualcosa che “comunque” si trova ovunque, in dovizia e generosità.
Pochi sono (ormai) i cultori della calligrafia e l’esigenza medesima della vita che ha sostituito la carta con il monitor e la penna con la tastiera, che lo strumento del tramandare i pensieri o come nel nostro caso, le partite pensate, è oggetto di superata necessità.
Ecco allora gli organizzatori che devastano i supermercati di offerte speciali di biro a buon mercato per i tornei.
Qualcuno non ritorna all’ovile, ma pensiamo più ad una disabitudine congenita che per appropriazione indebita, ma tant’è che questo strumento prezioso e vitale secondo il regolamento, subisce l’onta di essere bistrattato.
Veramente ci si mettono anche i giocatori che, poverini loro, in atteggiamenti di nervosismo, non riescono mai a far scrivere l’arnese con l’inchiostro nei momenti topici dello spostamento dei pezzi.
La cosa è successa anche al nostro Daniele Gonella, che da buon giocatore è corso alla stazione arbitrale a recuperare altra penna. Un aggeggio che s’incanta è plausibile, sulla quantità…
Da bravo ragazzo qual è, Daniele, però, dopo qualche mossa, incorrendo nel medesimo inconveniente, non può che dare ad intendere se tutte le penne fossero così.
Vuole il cielo che a tutto ciò assiste il sottoscritto, seduto al tavola a cazzeggiare con Egidio.
E di penne, mi si consenta, al sottoscritto poche lezioni devono essere ancora impartite.
Ma le disquisizioni di cui sopra, nei momenti topici del torneo, mi ricordano il puffo con gli occhiali, quello che trasforma tutto in conferenze sempre e comunque, a prescindere dalla situazione (e forse qualcuno di voi, già mi ha dato tale soprannome!).
Pure vero la mia innata gelosia delle penne proprie, ma quel ragazzo….
Così, ho messo mano alla biro che in mattinata mi son scelto per accompagnarmi (mai uscire senza, e se possibile: stilografica), raccomandandone il suo rientro.
E la stessa è rientrata, con l’educato Daniele che ha ringraziato doppiamente: per l’uso a cui è servita e per una sorta di beneficio “extra ratio”che la stessa avrebbe sortito nel corso dell’incontro.
Io ringrazio Daniele, che mi dà l’opportunità di raccontare quanto sopra.
La partita l’avrebbe vinta comunque, sono convinto,
E se una lezione dobbiamo tutti trarne, sia quella che la serenità del gioco si acquista anche con la gelosia di una penna amica, che ci accompagna e che funzioni.
Dopo queste righe non posso rompere la poesia con dei commenti tecnici e dei numeri sul campionato provinciale. Così vi rimando al sito del circolo Città di Como, in modo che abbiate la possibilità di leggere anche il rendiconto del primo week end.
Buona continuazione a tutti (c.fusi)