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“Non sai niente?” Serata al circolo, come al solito entro tardi per altri impegni che mi occupano il giovedì sera, e appena arrivato, lo shock. Una notizia terribile, un pugno nello stomaco. Lo conoscevo poco, lo vedevo in treno, era una persona che mi incuriosiva e mi divertiva. Autoironico nell'affrontare il suo dramma, competitivo come pochi sulla scacchiera, uno dei più arrabbiati in caso di sconfitta, ti diceva che eri stato fortunato. E quando vinceva, si alzava con flemma, ma lo vedevi che sorrideva come un bambino ed era soddisfatto. Nella mia prima partita con lui, amichevole, mi lasciò la Donna in presa e, quando glielo feci notare, mi rispose: “Non l'ho proprio vista...” Sghignazzando... Inveiva contro chi spostava i grossi vasi di fiori in via Garibaldi, che dovrebbero essere in mezzo alla via e ostruire il passaggio alle macchine in una via pedonale. Un po' scontroso a volte, spesso taciturno, era una persona di buon cuore e quando si inseriva nelle conversazioni era perchè, di buon'umore, voleva condividerlo con noi. E ora non c'è più. Il destino a volte è bastardo, con lui lo è stato in modo pesante, per due volte. E quello che ci fa impazzire è questo senso di impotenza, non possiamo farci nulla. Non sentiremo più i colpi del suo bastone che picchia contro i muri perchè è l'unico modo per percepire lo spazio attorno a sè. Non sentiremo più, nel corso dei tornei, l'unica voce autorizzata a parlare in tono alto per registrare le mosse nell'impossibilità di scriverle. Non sentiremo più chidere: “Quanto tempo ho sull'orologio ?”. E tutto questo ci mancherà, e lo avvertiremo già al prossimo torneo, quando tutte le scacchiere saranno uguali, quando tutti scriveranno le loro mosse e vedranno il loro tempo senza doverlo chiedere all'avversario, quando nessuno inciamperà in una sedia, quando non ci sarà quella piccola scacchiera di legno con i pezzi a incastro, che al di là di tutte le parole retoriche, era un esempio concreto di come affrontare una grossa avversità con coraggio e ottimismo, con il sorriso sulle labbra e con la testardaggine di chi, comunque e nonostante tutto, vuole continuare a vincere.
Matteo |