6 luglio 2009, il giorno dopo la conclusione del Campionato Italiano U16.

Il comunicato stampa del responsabile del settore giovanile è qui http://www.federscacchi.it/doc/notcom/d20090706034514_comunicatofsicourmayeur2009.pdf
L'unico giocatore lombardo citato è Francesco Rambaldi della A.D. ACCADEMIA SCACCHI MILANO, campione italiano U10.

 

Per i comaschi, riporto dalle classifiche dei singoli tornei:

U16 Allievi:
Claudio Falchi (Città di Como) 76^ su 126 con 4 vittorie
(guadagna 42 punti Elo, che virtualmente lo promuovono 3N)

U14 Cadetti:
Samuele Brenna (Città di Como) 161^ su 163 con 2 vittorie
(durissima per lui la variazione Elo: -111)

U12 Giovanissimi:
Fulvio Rossini (Città di Como) 132^ su 189 con 3 vittorie e 2 pareggi
(perde 30 punti Elo)
Alberto Rezzonico (Città di Como) 180^ su 189 con 2 vittorie ed un
pareggio (perde 72 punti Elo)
Ricordo (forse a sproposito) che anche lo stesso campione nazionale,
noto anche da noi (Marco Codenotti, CM con 2035 Elo FIDE) non è rimasto
imbattuto

U10F Pulcini Femminile:
Giada Gisolini (La Torre) 35^ su 58 con 4 vittorie
(perde "solo" 27 punti Elo).

Complimenti a Claudio per la promozione (sia pure ancora solo virtuale) ed a tutti e cinque per aver partecipato alla finale nazionale! Il bilancio purtroppo conferma una certa debolezza dei circoli della nostra provincia, dove solo alcuni giocatori (tra i giovani Daniele Gonella, altri non cito per evitare involontarie dimenticanze...) possono distinguersi al di fuori del nostro piccolo "recinto". Per quanto riguarda le variazioni Elo, queste vanno mitigate (a parte l'U16) dalla gran presenza di esordienti nel "tempo lungo" pur cui i nostri si sono trovati alfabeticamente intruppati in una fascia di "1440", dove c'erano forze relativamente molto differenti, e, soprattutto, si sono battuti con vari "milletrecentisti" che avevano fatto esperienza delle "legnate" prese l'anno prima ed arrivavano ben preparati.


 

Passando ad un discorso da genitore, da cardiopalma tutte le partite di Giada, dove la massima "vince chi non fa l'ultimo errore" ha trovato piena affermazione... Il suo percorso è stato (tra parentesi i giorni di turno doppio) 1+(0+0)+0+(1+1)+0+0+1 con un po' di delusione al quarto ed all'ottavo turno e una sfacciata fortuna al nono. I corsi base (ultimo quello di Laricini a gennaio), qualche autonoma lettura, il corso a Celerina con il Maestro Contin (organizzato dal CRL), le sono serviti a non essere completamente allo sbaraglio sulla scacchiera. Il suo difetto maggiore è la gestione del tempo, ovvero una "fretta di muovere" che, unita alla tensione della competizione, la porta a mosse avventate ed a sviste... che molto ricordano lo stile di suo papà!


 

Parlando della manifestazione in generale, molti i complimenti da fare: Courmayeur ha tranquillamente ospitato 860 giocatori ed una imprecisata marea di accompagnatori offrendo a tutti vitto e alloggio a prezzi ragionevoli, trasporti e parcheggi per lo più gratis, cortesia ovunque ed un ambiente naturale di cornice tra i più belli d'Italia. Sole tre le critiche che, con spirito costruttivo, mi permetto di avanzare ad un evento imponente nel complesso riuscito bene.

 

1) La sala gioco dei piccoli era troppo... piccola! Si sarebbe dovuto impedire la presenza del pubblico (genitori in primis) anche nei primi 5 minuti: l'ideale sarebbe una sala con spazio per gli spettatori e NESSUNO tra i tavoli (salvo giocatori ed arbitri, naturalmente). Ancora meglio sarebbe senza spettatori, proprio perché sono i più piccoli da più "proteggere" dalle tensioni dell'essere in pubblico. [Uno o due anni fa credevo l'opposto, l'esperienza mi ha portato a ricredermi]

 

2) Non mi è chiaro perché i delegati regionali abbiano avuto il diritto di girare tra i tavoli anche dopo i primi minuti (è o non è una competizione individuale???). Mi è ancor meno chiaro quali siano i loro doveri (analizzare le partite di chi?). Scusate se salto alle conclusioni senza aspettare le risposte: ho il sospetto che siano da abolire e sostituire con meno gente in sala (e possibilmente non tra i tavoli) e molta più gente (magari meno forte agonisticamente e, perché no, non gratis) a disposizione per le analisi.

 

3) Il discorso salute, per quanto gli scacchi non siano un sport fisico, va preso più seriamente. Non tanto come regole (rischieremmo costi in buona parte inutili) ma come "diligenza del buon padre di famiglia": con 1000, 1500 persone radunate un punto di pronto soccorso (se non anche un medico presente) deve diventare uno standard della qualità, non un optional (michele)